lunedì 16 aprile 2007

LECITO DOMANDARE, OBBLIGATORIO RISPONDERE


Si riparte vincendo con la Sampdoria, tutti al traino del Capitano come oramai siamo abituati a fare.A rimorchio di quel grandissimo giocatore che, purtroppo per lui, non è mai determinante, che sparisce nelle occasioni importanti, che non ha sdrumato garretti e frantumato denti a Manchester, che un giorno è il prototipo del coatto e il giorno l'impersonificazione di una viola mammola. (Gnente Francè, gente de passaggio).Si riparte dalla Sampdoria in uno stadio mezzo vuoto, ridotto in queste condizioni certo dalle spese di Coppa, ma anche da tutti quelli che si affollano accanto alla Roma solo quando c'è il vago sentore di andare a Testaccio e no a magnà la pajata.Meno Romanisti degli altri? La questione per noi neanche si pone. Meno romanisti no, ma più cacacazzi e lamentosi certo si.Sono quelli del "non si vince mai nulla", del "non si alza mai una Coppa", de “La Roma è una continua delusione”. Noi li chiamiamo "i vergognosi".Sono quelli che avrebbero voluto essere della Juventus, o del Milan, ma che, essendo nati a Roma, nun ja retto la pompa e se so vergognati.Loro se vergognano e anoi ce rompono li cojoni.Lecito domandare "Perché a voi de CdR le sette pizze de Manchester ce so piaciute?"Neanche per idea. Ma non ci sono piaciute le sette pizze inglesi come non ci sono piaciuti gli atteggiamenti di microfonari e pennivendoli che prima ammiccano vogliosi dietro a questo o a quel calciatore per poi dargli del pupazzo il giorno dopo, sull'onda dell'indignazione popolare e del mito del trasfertista DOCG. Sono quelli che dicono che tutti quelli che non contestano, non protestano, non sono della Roma e che magari si compiacciono de un paio de sacchi de carote tirate al di la del cancello.Se è vero, come sarà vero, che quelli che hanno perso in campo in Inghilterra da loro so stati definiti pupazzi, qualora ci fosse la possibilità mischiare gli uni con gli altri, sarebbe veramente difficile distinguere la differenza.Quindi tutto ok e tutto cancellato?Non esattamente. Le risatine nervose di Spalletti, la farsa della conferenza stampa urbi et orbi, tutti assieme appassionatamente, il rigettare al mittente il sano dolore espresso dalla tifoseria, quel sentirsi ingiustamente accusati, ci ha infastidito non poco.A partire da Pradè, per arrivare all'ultimo Panucci.Il motivo è semplice. Lo abbiamo già scritto sul “Muro” di CoedeRoma e andiamo qui a replicarlo per chi se lo fosse perso.Tra qualche anno, forse anche prima di quanto si possa immaginare, non ci ricorderemo forse neanche le facce di molti dei giocatori che oggi stanno con la Roma.Rimarrà nella storia il Capitano, il più grande giocatore nella nostra storia, con i fatti e con i numeri, e forse DDR, al quale aguriamo di diventare un giorno un punto fermo di questa squadra, ereditando magari da Checco la sua fascia.Gli altri cadranno nell’oblio. Quelli più preparati tra di noi ricorderanno di aver visto un portiere che una ne faceva e cento ne pensava e un centrale che era venuto pe fa er terzino e che se rompeva solo a strillaje forte.I veri immortali in una società di calcio, non sono neanche i Presidenti, o gli allenatori. Non rimarranno nella memoria neanche i giornalisti che oggi dicono tutto e domani il suo contrario, obbligati a correre dietro la notizia e alla foja della gente.I veri immortali saremo noi. I tifosi.E quando dico i tifosi non penso ai Pepponi, ai Marioni, ar Palla, a Geppo, a Dante e compagnia.Penso ar sor Luigi, che da sessantenni timbra er cartellino, prima in curva e poi nei distinti. Che ha accompagnato allo stadio il figlio, il nipote, e adesso sarebbe in procinto di portarci il nipote del figlio.Figura retorica? Neanche per sogno. E’ gente vera, monumenti viventi al tifoso ignoto. Finchè esisterà la ROMA er Sor Luigi esisterà, e viceversa.Quindi tu giocatore de passaggio, la storia di quest’uomo l'hai sporcata e ipotecata grazie a tutte le cazzate che, volente o nolente, t’hanno fatto tornà a casuccia co sette pippi in saccoccia.Ci sarebbe voluto poco, anzi pochissimo (e Mexes in parte lo ha fatto, mostrandosi più uomo de tanti altri sparafucile suoi compagni) a dire :"Scusate, io ce l'ho messa tutta ma nun c'ho capito un cazzo. Me rendo conto del danno che ho fatto alla storia del club, alle aspettative dei tifosi etc. Mi dispiace, mi scuso e da domani mi rimetto sotto come ho sempre fatto."Ce voleva tanto? Nun ci pare.Ci sarebbe voluta solo un pizzico di intelligenza, e la cosa che affligge è che è proprio l’intelligenza che a volte in questa squadra latita.A volte, quando stai fuori dal pallone, mejo esse oneste seghe che cojoni de talento.Comunque da oggi si è voltata pagina e si è ripartiti. Anche un po’ più leggeri.Nel frattempo il laziale che in settimana aveva riempito l’etere e gli uffici, dopo una vita passata a fa l’ombra addosso ar muro, momenti riesce a scaja co l’ultima in classifica, sollecitandoci di nuovo alle grandi domande filosofihce.Che vita sarebbe senza er burino?



Ad maiora

4 commenti:

fabio ha detto...

Non vi vergognate a farvi trainare da un bastardo traditore dei colori azzurri?
Un uomo di merda che sa solo giocare per i trasteverini??

Ridicolo Totti e ridicoli i romanisti......

Gianni ha detto...

Fabio,

mi stai troppo sulle palle.

Jacopo Signani ha detto...

Ragazzi, scusate ma io il leader della roma me lo immagino solo come il pupo. così come i gobbi si meritano un simbolo come qella merdaccia di nedved (del piero, suo malgrado, è un simbolo casuale)

andre ha detto...

totti è un ritardato e la Rome si è confermata una provinciale ..in Europa nessuno può permettersi un silmile figura di merda!!!!